LA CILIEGIA FERROVIA
THE HISTORY
Written by Dott. Stefano Mallardi B. 26 june 1942
Durante quell’indimenticabile ventennio del ‘900 italiano, lo yacht lo chiamavano pànfilo e il bar lo chiamavano caffè. Il DUCE aveva proibito l’uso delle parole inglesi in Italia.
Nel 1938 il CAFFE’ IACOVAZZI, IL CAFFE’ SUSCA, IL CAFFE’ LOSACCO erano i migliori di Turi. Però per LEONARDO CAPONE il CAFFE’ SUSCA era il migliore dei migliori.
Quella prima domenica di febbraio c’era un tiepido sole, e un lieve scirocco si era sostituito alla gelida tramontana dei giorni precedenti. Erano le dieci. Leonardo stava parlando con MODESTO DELL’AERA sul marciapiede antistante il CAFFE’ SUSCA. Avevano già bevuto il solito bicchierino domenicale di quell’acquavite e succo di agrumi che Gabriele D’Annunzio chiamava AURUM di Pescara.
<< L’albero sta vicino al casello ferroviario che dista seicento metri da Sammichele di bari. >>
<< Ma chi ha innestato quell’albero di ciliegie? >> chiese Modesto.
<< Non è stato innestato perché è nato direttamente dal nòcciolo di una ciliegia >> spiegò Leonardo. E poi aggiunse: << Ora ti devo lasciare, andrò a cercare quell’albero. Per fare meno strada devo andare dalla via vecchia… il passaggio a livello e il casello si trovano su quella strada. >> Inforcò la bicicletta, che era poggiata al marciapiede, e incominciò a pedalare. << Ricordati di portare qualche ramo anche per me! >> gli gridò Modesto. Dopo una ventina di minuti, Leonardo, giunse al casello ferroviario. Scese dalla bicicletta e andò a bussare alla porta. Il casellante, ROCCO GIORGIO, aprì la porta con la mano sinistra, mentre con il braccio destro stringeva al petto il piccolo Giuseppe che non aveva compiuto un anno: era nato nel mese di luglio del 1937.
<< Roccoo! >>
<< Leonardoo!... Fammi lasciare il piccolo Giuseppe a mia moglie …voglio abbracciarti! >> Lo fece subito.<< Vorrei sapere che cosa ti ha spinto a cercarmi. Non ti vedo dalla mattina del 26 agosto 1935, ricordi? A Turi festeggiavate Sant’Oronzo!…Mi offristi anche una cassata nel CAFFE’ SUSCA! Ho saputo che sei andato volontario in Etiopia, ti hanno pagato bene e hai acquistato un ettaro di terra…adesso fai la guardia campestre.>>
<< Tutto vero, Rocco! Ti hanno informato bene. Nel terreno che ho acquistato voglio avere molte varietà di alberi da frutto. Sono venuto a trovarti prima di tutto per salutarti, per vederti, e poi perché ho saputo che qui vicino c’è un albero di ciliegio che porta dei frutti straordinari…mi servono alcuni rami per innestare qualche albero.>>
<< Vedi, l’albero si trova dall’altra parte dei binari >> e lo indicò con la mano. << Vieni , giriamo dal carraio che porta alla masseria SCIUSCIO. La settimana prossima lo spianteranno perché i macchinisti dicono che incomincia a dare fastidio ai treni. Mi dispiace…l’ho visto spuntare fra l’erba e le pietre. D’estate gli davo l’acqua per farlo crescere in fretta. Ero curioso di vedere i suoi frutti. Devo dirti che le ciliegie di quest’albero non le avevo mai viste altrove. I sammichelini hanno fatto molti innesti in questi giorni. Ora devi accontentarti dei rami che ti hanno lasciato gli altri. Se poi gli innesti non attecchiranno, potrai sempre trovare qualche alberello già innestato presso il vivaio di LORENZO MALLARDI (sciasciòne).>>
<< Non lo conosco. A Turi tutti conosciamo i LAGRAVINESE. >>
<< I Lagravinese sono i primi vivaisti di Sammichele, ma vendono solo alberelli di mandorlo e di ulivo. Non hanno alberelli innestati. Lorenzo Mallardi, ha mandorli, ulivi; ha anche molti esemplari di piccoli alberi da frutto già innestati…vende anche piantine di fiori!>>
<< Rocco, penso che questi rametti siano sufficienti…ho fatto qualcuno anche per il mio amico Modesto. Non credo che tutti e due sbaglieremo gli innesti. A proposito, vuoi descrivermi la ciliegia di quest’albero? >>
<< Il peduncolo è lungo… la ciliegia é grossa e termina a punta…é durissima. A Sammichele la chiamano LA FERROVI’ ( la ferrovia ) perché l’albero è nato spontaneamente a pochi metri dai binari.>>
<< A te ci credo, Rocco. Adesso sono veramente sicuro di ciò che andrò ad innestare. Ti chiedo scusa, ma devo salutarti… a casa mi aspettano alle tredici precise…mia moglie….>> L’urlo improvviso di decine di persone lo bloccò:
<< Eia eia alalà! Eia eia alalà! >>
<< Rocco, il grido di guerra greco-romano!... Il grido di guerra dei fascisti!...>>
<< Sono gli AVANGUARDISTI. Vengono ad allenarsi la domenica. Qui vicino c’è un percorso di guerra…adesso canteranno una canzone, e se ne andranno a pranzare. >>
<< Eia eia alalà! Eia eia alalà! Eia eia alalà! >>
<< Adesso inizieranno a cantare. >>
<< Duce! Duce! Duce! Duce! >>
<< Ecco, ci siamo. >>
Duce! Duce! Chi non saprà morir?
Il giuramento chi mai rinnegherà?
Snuda la spada quando tu lo vuoi,
gagliardetti al vento, tutti verremo a te!
Vaa! la vita vaa!
Con sé ci porta e ci promette l’avvenir.
Una maschia gioventù
con romana volontà
combatterà.
Verrà,quel dì verrà
che la gran Madre degli eroi ci chiamerà
per il Duce, o Patria, per il Re!
A noi! Ti darem
Gloria e Impero in oltremar!
<< Sanno cantare quei giovani avanguardisti! >>
<< Carissimo Leonardo, io non me ne intendo, e non voglio sentire parlare di guerre, di conquiste… spero che non ci siano altre guerre. >>
<< Ciao, Rocco. Fatti vedere a Turi…un abbraccio! >>
<< Ciao, Leonardo! Mi raccomando, non sbagliare gli innesti! >>
Le speranze delle pacifiche popolazioni del SUD furono deluse. I guerrafondai NORDISTI trascinarono l’Italia nella seconda guerra mondiale. I SUDISTI furono sbattuti in prima linea; i guerrafondai si imboscarono nelle retrovie, negli uffici, nelle fabbriche. La guerra si rivelò subito un disastro: ci arrendemmo incondizionatamente.
L’ISTITUTO RICOSTRUZIONE ITALIANA ( I.R.I. ) avviò subito la ricostruzione dell’Italia. Indovinate da dove iniziò? Dal Nord! In questa nazione non ricordiamo una grande opera PUBBLICA che sia iniziata da Palermo o da Reggio Calabria!
Il Sud, nel dopoguerra, fu abbandonato a sé stesso, fu ignorato come si ignorano i parenti poveri.
A Sammichele di Bari, in quegli anni, ci fu un inaspettato risveglio…e non fu, certamente, opera dei politici. Il dottor DOMENICO PUGLIESE ( don mim ), uomo semplice e di poche parole, si rivelò grande pioniere. Con le sue iniziative private indicò ai sammichelini alcune vie da seguire per poter migliorare le proprie condizioni di vita. Nel 1948 fece impiantare, nei terreni che possedeva nella contrada CANALE, i primi TENDONI di uva REGINA ( la mennavak ). La realizzazione degli impianti la affidò al mezzadro PIERINO IACOVAZZI di Turi. Nel 1951 avviò il primo pollaio industriale del Sud. Sempre nel 1951 destinò nove ettari, in contrada Marcellino, alla coltivazione del ciliegio. La realizzazione dell’impianto la affidò al mezzadro NICOLA MALLARDI ( fazzaddì ). I portainnesti ( i ianèr ) furono acquistati da LORENZO MALLARDI, e furono innestati tutti a FERROVIA, tranne qualche varietà impollinatrice: la TESTA DI SERPE ( la kep d’ serp ) e la PAGLIA ARSA ( la pagghia iars ). Nel 1951, in tutta l’Italia, non c’era un ciliegeto di nove ettari!!!
Le piccole iniziative degli uomini summenzionati convinsero gli agricoltori e i braccianti sammichelini a intraprendere quell’impresa da TITANI che portò, in un decennio, alla trasformazione del territorio, dell’ambiente, del panorama, dell’orizzonte…
Se i sammichelini non avessero trovato una fonte di reddito sufficiente nella produzione della MENNAVAK e della FERROVI’ sarebbero andati tutti a lavorare in altre terre.
Nel terzo millennio i vivai dei Fratelli GIANNOCCARO e di Gerardo SPINELLI competono efficacemente in Italia e all’estero, e Sammichele di Bari è il paese del GUINNESS della ciliegia: è campione mondiale di ciliegia! Dal 2003 tale riconoscimento è pubblicato, ogni anno, nel THE BOOK OF GUINNESS di LONDRA.