mercoledì 10 marzo 2010
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La Sagra della Zampina

Written by dottor Stefano Mallardi ( Steve Mall for the fans).

 

Devo dare il mio contributo a questa disputa che, stranamente, non è sorta quando il professore DINO BIANCO era in vita.
Dino era un intellettuale integro che entrò in politica in punta di piedi, mettendo a disposizione di tutti i sammichelini il suo bagaglio culturale, senza chiedere nulla.
Non si stancava di ripeterci: “Amministrare la cosa pubblica è facile, però quando c’è qualcuno che vuol campare la famiglia, oppure qualcuno che vuol guadagnare solo 50 lire, diventa difficilissimo. Per questo si mettono in campo astuzie, giochi e giochetti che non permettono la realizzazione dei programmi”. Era una fonte inesauribile di progetti, tutti per far crescere la nostra comunità agricola.
Gli ostacoli che incontrava erano tanti, soprattutto nella maggioranza politica di cui faceva parte. E questa consapevolezza lo costringeva a rivolgere accorati appelli a tutti i concittadini: “Desidero che i sammichelini facciano proprie queste idee, desidero che queste camminino sulle gambe di tutti, perché soltanto in questo modo riusciremo a superare tutti gli ostacoli”.
Dino si candidò per la prima volta nelle elezioni amministrative del 1966. Per competere degnamente, in quella campagna elettorale, si circondò di giovani. Fra questi giovani c’ero anch’io.
Di sera ci portava in una stanzetta di DEIURE FRANCESCO e ci offriva la zampina. Fra una esaltazione e l’altra della zampina di Francesco (che lui chiamava il Re della zampina) ci parlava dei grandi ideali e del programma che intendeva attuare per rilanciare l’economia di Sammichele.
Francesco aveva la brace sempre fuori, notte e giorno, all’angolo della strada. Proprio intorno a quella brace, di notte, ci incontravamo anche con Stefano e Domenico Notarangelo, Tobia Sportelli ed altri che appartenevano ad altri partiti politici. La zampina di Francesco (santa cosa!!!) non ci faceva litigare, anzi, ci univa. E poi, aggiungendo i bocconcini e tanto, tanto vino (Frassinito o Barbarossa) si finiva con il naufragare in una sorta di sincretismo nostrano.
Alcune sere offrivano anche Stefano e Domenico Notarangelo. Noi giovani disoccupati speravamo di incontrare spesso Dino, Stefano e Domenico per andare in macelleria.
In una di quelle notti Dino ci disse: “Se sarò eletto organizzerò la sagra della zampina per far conoscere questa prelibatezza in tutto il mondo. In tutto il mondo perché cercherò il modo giusto per poterla conservare (in scatola, surgelata o sottovuoto)”.
Dino fu eletto, e l’anno successivo riuscimmo ad organizzare la prima sagra, superando mille difficoltà. Devo affermare che il Comune dette soltanto lire 300.000 che coprivano una parte delle spese. Senza gli sponsor non avremmo fatto niente.
I manifesti furono stampati gratuitamente da Sabino Fortunato di Gioia del Colle. Dino ci portava con la sua auto ad attaccarli ai muri dei paesi limitrofi. Riuscimmo ad attaccarli anche ai muretti del lungomare di Bari.
Devo ritornare al 1966. In una di quelle notti preelettorali, mentre gustavamo la zampina nella stanzetta di Francesco, Dino ci lesse una sua poesia dedicata alla zampina.
Successivamente questa poesia la recitai sempre io, perché a Dino piaceva la mia voce. Voleva che frequentassi un corso di dizione a sue spese. Molte volte mi faceva recitare le poesie di altri poeti italiani e stranieri che lui amava (Leopardi, Foscolo, Dante, Neruda, Gibram, Becquer, Prevert, ecc.). A Dino piacevano alcune poesie scritte da me, alcune poesie in vernacolo scritte da Oronzo Dalfino (I’ mane, Alesie u sparafueche ecc.) e altre scritte da Donato Savino.
Come ho detto prima, gli sponsor furono determinanti per la realizzazione della sagra. Io e Rosanna Maggipinto registrammo, con sottofondo musicale, tutti gli annunci pubblicitari e fra gli annunci io registrai, molte volte, anche la poesia “Zampina”.
Il tutto veniva diffuso, con potenti altoparlanti, in piazza, prima che arrivassero i complessi o il cantante.
1^ sagra – Complesso “I semplici”
2^ sagra – Complesso “Hugu Tugu”
3^ sagra – La cantante “Isabella Iannetti”
In occasione della terza sagra, Dino fu colto da felicità dirompente quando seppe che l’amaro Jagermaister avrebbe dato un contributo abbastanza consistente. Dopo la terza sagra mi orientai verso altre formazioni politiche, per cui dovetti dire proprio addio alla poesia e agli annunci pubblicitari diffusi in piazza nelle sere della sagra.
Era un bellissimo sabato sera del mese di Settembre 1976. Mi fermai all’angolo del monumento ai caduti perché era impossibile andare oltre; c’era tantissima gente. Un giovane distribuiva dei cartoncini beige piegati in due; me ne dette uno. Sulla parte anteriore c’era scritto: “Benvenuto in San Michele di Bari paese della zampina dei bocconcini del buon vino”.
Sulla parte posteriore: “Sagra della zampina 25 – 26 settembre 1976 - a cura dell’associazione Pro Loco”. Aprii quel cartoncino. All’interno era stampata la poesia Zampina!!!
Ebbi un tonfo al cuore. Per tutta la serata, nella mia mente, si alternarono i ricordi della campagna elettorale del 1966, delle notti trascorse da Francesco, delle notti trascorse ad attaccare manifesti, di quella notte che trascorremmo fino alle luci dell’alba per decidere il nome da dare alla sagra, ecc….

 

www.sagradellazampina.it

 

Copyright 2005 Dott. Stefano Mallardi - www.sammichele.org